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Superman
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70%
The Flash
70%
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60%
Hulk
45%
Batman
25%

DEDICATO AGLI UOMINI

MENO PISELLO E PIU' PALLE

Coda di paglia?

IN QUELLO CHE SCRIVO CI SONO RIFERIMENTI A PERSONE REALMENTE CONOSCIUTE,
SE VI SENTITE CHIAMATI IN CAUSA, AFFARI VOSTRI, MA FORSE PARLAVO DI QUALCUN ALTRO...


Perché è così difficile assumersi le responsabilità?

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lunedì 18 gennaio 2010

COSA SARA'?

Non è dipendenza,
non è dolore,
non è comodità,
non è approfittarsi delle persone,
non è voler cambiare le persone.

E' libertà,
è altruismo,
è comprensione,
è rispetto,
è sapere ciò che si vuole
è stima.

venerdì 13 novembre 2009

SEX AND THE CITY

Ho conosciuto alcune amiche di una nuova amica e sembrano le mie amiche!
E' proprio vero che quando si trovano delle affinità con una persona, spesso questo si riflette anche sulle persone che questa frequenta, ed è per questo che anche io mi circondo di persone che condividono con me lo stesso modo di intendere la vita e per farlo le seleziono.
Perché perdere tempo con gente che non fa per me?

giovedì 12 novembre 2009

SIGNIFICATI

Se dico A -> voglio dire -> A -> non intendo dire -> B

Se dico "ci devo pensare" -> vuol dire che la risposta può essere anche un "no"

Se una persona non mi vuole -> Non insisto per rimanerci insieme (anche se mi dispiace)

Se una persona mi dice che non mi vuole vedere -> Non insisto per vederla (anche se mi dispiace)

Prima di mollare qualcosa -> Le provo tutte

Quando ho mollato -> Ho mollato

Se non mi sento di fare qualcosa -> Lo dico

Se qualcosa non mi piace -> Lo dico

Se qualcosa mi piace -> Lo dico

Io parlo italiano, come mai è così difficile capirmi?
Perché la gente non riesce ad essere altrettanto chiara?

mercoledì 11 novembre 2009

MURPHY

Ma come è possibile che in un condominio così piccolo, ogni volta che mi tocca pulire le scale esce sempre qualcuno?

martedì 20 ottobre 2009

PROFONDITA'

Essere accettati per quello che siamo è facile, in fondo lo fanno i nostri amici, i nostri genitori, le persone che ci stanno vicino in genere, ma amare ed essere amati è completamente un'altra cosa, perché entrambe significano mettersi in gioco totalmente, rischiare di soffrire, entrare in sintonia profonda con un'altra persona e fidarsi completamente di essa.
Questo fa paura e non tutti sono in grado di affrontarlo tenendo a distanza i coinvolgimenti, tenendosi dentro le parole, rinnegando l'evidenza dei fatti. E' vero che chi ci ama ci accetta per come siamo, ma allora perché ci piace proprio quello che alla fine riventa motivo di rottura? Perché andare a fondo di noi stessi fa così paura? Cerchiamo chi ci possa completare, ma poi questa differenza ci fa scontrare continuamente e preferiamo rimanere in superficie dietro le nostre maschere per non affrontare la realtà.
Quando siamo amati, siamo in grado di amare allo stesso modo? Amare non vuol dire solo dare, ma anche saper ricevere i doni che ti offre un'altra persona, essere in grado di lasciarsi andare, di affidarsi a lei, senza che questo diventi una dipendenza, essere sempre due entità, ma in simbiosi. Qualcuno un giorno mi disse: essere come due alberi separati che uniscono i propri rami per intrecciare le loro vite.
Non si può volere qualcosa e poi rinnegarla quando l'abbiamo trovata, ma il problema sta proprio qui, come sempre: SAPERE CIO' CHE SI VUOLE.

venerdì 28 agosto 2009

OCCHI APERTI

I rapporti interpersonali non sono mai come ci si aspetta, anzi, più ci si aspetta qualcosa più si rimane delusi. Questo accade perché ci si creano delle aspettative e si proiettano sugli altri i nostri desideri, mentre sarebbe meglio tenere gli occhi aperti e guardare le persone per quello che sono davvero e non per come vorremmo che fossero.
E' vero che innamorarsi è qualcosa di irrazionale, ma anzichè indirizzare il nostro interesse sul primo che passa, perchè non lo facciamo magari su qualcuno che sia veramente adatto a noi? Perché pensiamo di vivere in un sogno invece che nella realtà? E' importante sognare, ma non sarebbe meglio scegliersi la persona con cui sognare?

giovedì 25 giugno 2009

NC

Qualcuno mi ha chiesto:

"Tu sei stata per lui una spalla a cui appoggiarsi, un'amica sincera, una persona che lo ha aiutato per mesi a superare più di un momento difficile, mettendo da parte a volte le tue esigenze, cercando di comprenderlo e di dimostrargli AMORE, e lui che cosa ha fatto DAVVERO PER TE?
Tenendo presente che quell'importante decisione di settembre l'abbia presa per se stesso (comè giusto che sia), con quali fatti CONCRETI ha dimostrato di amarti e di volerti bene?"

mercoledì 24 giugno 2009

MAH!

Se hai già deciso come rovinare il tuo futuro e quello di chi ti starà accanto,

PERCHE' TI STAI A COMMISERARE SE CREDI DI AVER FATTO LA SCELTA GIUSTA?
Dovresti essere felice di esserti liberato di una persona così ORRIBILE


Se quello che dico o penso è robaccia per te,

PERCHE' TI PREOCCUPI DI VOLER SAPERE COSA SCRIVO?
Anche perchè non scrivo cose diverse da quelle che ti ho già detto


Se non mi ami più come dici, se non te ne frega più niente,

PERCHE' CONTINUI A PENSARE A ME?
Lo sai benissimo perché, ma puoi rispondere il tuo solito "non lo so"

martedì 12 maggio 2009

POTEVI EVITARE

Tutti abbiamo la possibilità di scegliere. A volte feriamo le persone senza volerlo, a volte subiamo dei soprusi e abbiamo il DOVERE di reagire, ma, tranne questi casi, se decidiamo di andare contro una persona è per nostra scelta.
Si possono trovare ogni genere di giustificazioni ad un comportamento del genere, ogni attenuante, ma, di fatto, è un dolore inflitto di proposito e consapevolmente, E, soprattutto, è ridicolo parlare di amore, di fiducia, di trovare un accordo, quando quello che interessa è evidente e segue il motto: o con me o contro di me, ovvero o mi dai quello che voglio o farò di tutto per crearti dei disagi e per fartela pagare.
No, questo non è amore, perché l'amore va aldilà di quello che può farti una persona, perché puoi continuare ad amarla anche senza viverci insieme, anche se ha fatto scelte diverse, rispettandole ed accettandole. Ma purtroppo tanti ancora si nascono dietro questa parola per continuare a fare la vittima, quando sono solo dei lupi travestiti da pecore.
I fatti parlano chiaro su ciò che siamo, perciò è importante fermarsi un attimo e chiedersi: fino a che punto siamo disposti ad arrivare per avere ciò che vogliamo? Ne vale davvero la pena?

giovedì 12 marzo 2009

A MIO CUGINO

Mi sorge spontaneo chiederti: perché mi chiedi l'amicizia (su Facebook n.d.a.) se non ci parliamo da anni? Non era meglio una telefonata diretta?
Se le persone hanno scelto di non far parte della mia vita liberissimi di farlo, ma non si può rientrare nella vita della gente facendo finta che non sia successo niente. A me interessa chiarire prima di tutto, poi si può anche tornare amici, condividere la stessa tavola, telefonarsi x il compleanno e x Natale.
Scusami, ma io proprio non riesco ad andare avanti in un rapporto se non mi tolgo prima i sassolini dalle scarpe. Sono sempre pronta al dialogo, ma non a far finta di niente, perché se sono stata ferita non posso ignorarlo, voglio capire perché, solo così riesco ad instaurare di nuovo un'amicizia e ad avere di nuovo fiducia.
Magari ti sembrerò esagerata, ma questa sono io, lo sono sempre stata e mi sono fatta umiliare a sufficienza nella vita, mi sono messa da parte troppe volte facendo finta di niente e non stavo affatto bene. Ora che ho imparato e vedo che mi sento meglio voglio continuare ad avere questo atteggiamento col quale sto guadagnando l'affetto vero delle persone, non solo perchè siamo parenti, ma perché c'è un reale rapporto di stima reciproca e di amicizia.
E questo vale anche per uno "sciocco" rapporto tramite internet, perché di virtuale in questo caso c'è ben poco.

Spero di risentirti.
un abbraccio

venerdì 27 febbraio 2009

BAMBINI DI OGGI

Lettera vera trovata in un sito internet:

Gentile Dott.ssa, ho 44 anni un bambino di 6 e a volte ho paura che la mia età avanzata non mi faccia essere obbiettiva, separata felicemente, sono una single che frequenta ogni tipologia di amicizie con mio figlio, insieme a una coppia di miei coetanei che hanno una bimba di 6 anni, con questa coppia ci frequentiamo dalle medie, quindi quando i ns. bambini hanno avuto il periodo che si picchiavano non ci siamo preoccupati, quando hanno dichiarato la loro intenzione di sposarsi , abbiamo compreso, ma adesso mio figlio ha assunto uno strano atteggiamento che nè io, nè la mia amica sappiamo spiegarci: quando ci ritroviamo a casa (es.il sabato), lui e la sua amica fingono una lotteria, dove però viene estratta sempre la mia amica (44 anni!!!), la chiamano le fanno togliere le scarpe e mio figlio gli annusa i piedi, poi tutto soddisfatto la saluta!

E' già successo 2 volte, se riaccade come comportarci, e secondo Lei mi devo preoccupare, io non vengo mai scelta!! Forse si è fidanzato con la bambina, ma in realtà gli piace sua mamma!?!?!?!? Questi atteggiamenti fanno parte della normale curiosità infantile, ho mi devo arrendere all'idea che il piccolo sia attratto da donne anziane!! Fra i ns. libri sulla psicologia infantile non abbiamo trovato risposte, se Lei può aiutarci, anche perchè la mia amica minaccia di non lavarsi i piedi per tre giorni almeno lo sciocca!!!!!Grazie

Carinissima l'idea di non lavarsi i piedi per tre giorni, ma chi l'ha detto che il bimbo non apprezzi di più? Tutto questo mi fa capire quanto i gusti personali siano propri di ogni patrimonio genetico e solo secondariamente frutto della società. Del resto chi siamo noi per contestare i gusti degli altri sia che riguardino colori o gusti o preferenze sessuali?

giovedì 19 febbraio 2009

PROPOSTA

Ne ho ricevuta una a cui davvero non avevo mai pensato, ma più passano i giorni e più mi frulla in testa ed assume concretezza. Oggi sono andata a prendere alcune informazioni, a fare piani, progetti e sono davvero interessata a costruire qualcosa per me, qualcosa che mi potrebbe dare soddisfazione, qualcosa che mi potrebbe far uscire dalla situazione in cui mi trovo da ormai troppo tempo.
Sono ad una svolta e ne sono entusiasta, ma vado coi piedi di piombo, cerco di valutare i rischi, cerco di guardare al futuro con fiducia, cerco di salvarmi da sola, perché nessuno lo farà per me, e va benissimo così: preferisco essere l'artefice del mio destino, preferisco attivarmi io, anzichè aspettare qualcuno, perché non voglio piangermi addosso, voglio e posso cambiare la mia vita in meglio. Mi rendo conto di essere davvero cambiata e posso dire di essere orgogliosa di me stessa, eppure perché per tanti è così difficile prendere per mano la propria vita e portarla dove si vuole? Forse perché così possono scaricare la responsabilità su qualcun altro? E che soddisfazione c'è a dare la colpa al destino, al fato, a Dio?

mercoledì 18 febbraio 2009

NON E' DESTINO

Ed ora che hai capito che la situazione è come una funzione sinusoide che hai intenzione di fare?
Ora che non ti puoi nemmeno godere gli "alti" perché sai che ci saranno i "bassi" a seguire come ti comporterai?
Accetterai tutto come inevitabile, anche se sai benissimo che non lo è?
Ti accontenterai per poi poterti lamentare su quanto sia triste la tua vita?
E gli altri, quelli che ti vogliono bene, nonostante li trascuri, come ti comporterai con loro?
Continuerai a non curarti di loro tenendoti i tuoi sensi di colpa e dandoti ogni volta delle scuse nuove?
Pensi che ne valga la pena?
Pensi che ci sia solo la sofferenza a questo mondo?
Lo sai che non è così, ma lamentarsi è più facile.
E fare la vittima.
In realtà sei solo vittima di te stesso e della tua ostinazione, della tua pigrizia, della tua vigliaccheria.
Lo so, sono spietata, ma sai che è così, sono parole dure, ma dette da una persona che ti vuole bene e che spera che tu non sia come una pentola a pressione che tra un po' scoppierà e si autodistruggerà. Non posso stare a guardare e basta, un'amica ti dice anche quello che non vuoi sentire, un'amica cerca di salvarti, un'amica ti starà comunque vicino qualsiasi strada prenderai, perché rispetta le tue decisioni anche se non le condivide.
TVB G.

mercoledì 11 febbraio 2009

SCUSE

Chi ha detto che il perdono è dovuto? Chi ha detto che le scuse devono essere sempre accettate? Perché oggi è diventato così facile chiedere e pretendere il perdono? Il perdono è una gran cosa, è un vero e proprio dono che si fa ad una persona che ci ha ferito profondamente, ma ci sono due principi imprescindibili:
1) le scuse devono essere sentite ed il pentimento reale. Troppo spesso, invece, è una maniera sbrigativa per porre fine ad una situazione di conflitto, della serie: ti chiedo scusa perché ti vedo ferita, ma in realtà mi importa solo che smetti di farmelo pesare. Se il pentimento non è reale succede inevitabilmente che viene ricommessa la stessa azione, poichè non si ha intenzione di smettere di ferire le persone, è solo un modo per scappare dalle responsabilità.
2) si deve essere pronti a non essere perdonati o scusati, perché l'altra persona ancora non è in grado di andare oltre al dolore che le è stato arrecato. Non si può prendere che le persone abbiano gli stessi tempi di elaborazione di un dolore o un'offesa e non è detto che riescano a superarlo, perché non sempre si dà lo stesso peso alle cose. Non sminuire i sentimenti dell'altro, ma comprenderli potrebbe essere un ottimo punto di partenza.

Non accettare le scuse o non perdonare una persona, poi, non vuol dire che non le si vuole bene, così come accettarle non vuol dire dimenticare il torto subito. Comprensione e rispetto sono la chiave per risolvere ogni situazione,

martedì 10 febbraio 2009

SASSOLINI

Me ne sono tolta uno che mi portavo dietro da oltre dieci anni e ora mi sento più leggera. E' stato persino bello chiarire, a volte imbarazzante, ma sono davvero contenta di aver finalmente vuotato il sacco. Per fortuna dall'altra parte ho trovato una persona altrettanto intelligente, ma soprattutto pronta ad ascoltare, a mettersi in discussione, ad ammettere i propri sbagli.
E' stato davvero liberatorio poter finalmente far uscire la rabbia, la delusione, la paura, i dubbi e tutto quello che mi sono portata dietro per tanto tempo. Ho scoperto che anche dall'altra parte era rimasto qualcosa in sospeso, che c'era sempre stata la voglia di riparlare, ma non abbiamo mai trovato il coraggio, o forse solo l'occasione. Una come quella che ho colto sabato scorso partecipando alla cena che oggi mi ha permesso di essere così serena.
E' stata una mia volontà e ora sono sempre più convinta che siamo noi gli artefici della nostra vita, con le nostre piccole o grandi scelte, con il nostro aprirci ad una nuova eventualità, e non rinchiudendoci nelle nostre convinzioni lasciando che la vita ci giri intorno, in modo da poter accusare il destino o quant'altro per ciò che ci succede. Se non ci vogliamo assumere le responsabilità di ciò che facciamo non possiamo dare la colpa a chi sceglie al posto nostro: è davvero un comportamento vigliacco.
Sono stata molto diretta, ma gentile, chiara ed esplicita, ma rispettosa del punto di vista altrui e tutto questo è stato apprezzato, anzi, è stato sempre apprezzato. Sono contenta di essere così, di dire le cose come stanno, di vedere e far vedere la realtà per quello che è, non ho paura, non mi nascondo, non voglio più farlo, lo so che tutti preferiscono l'ipocrisia, ma io voglio vivere alla luce del sole, sempre con rispetto ed educazione, anche se la veritàfa male.
E' proprio così difficile guardare le cose come stanno? O assumersi le proprie responsabilità? Perché certe persone nemmeno ci provano a guardarla la realtà e continuano a vivere come su un palco?

lunedì 2 febbraio 2009

CAMBIAMENTI

Tutte le rivoluzioni societarie partono dall'individuo singolo, partono dalle minoranze. In ogni campo, salla storia dell'arte alla politica, ricordiamo coloro che hanno cambiato il modo di pensare dei loro tempi e l'hanno cambiato andando contro tutto e tutti, contro ciò che era considerato "normale" ed accettato ovunque. Eppure anche dopo secoli e secoli non riusciamo ad imparare e, per quanto si professi progressista, la società di oggi è ancora incapace di accettare il cambiamento e preferisce continuare a mantenere lo status quo di calma (apparente).
Perché tante persone preferiscono vivere nell'ipocrisia, piuttosto che lottare per avere davvero ciò che vogliono? E' solo voglia di vittimismo, vigliaccheria, adeguamento al comune costume o semplicemente pigrizia e poca voglia di impegnarsi?

lunedì 26 gennaio 2009

TACE IL TELEFONO

E' proprio vero che a volte il silenzio fa più rumore delle parole. A volte si rimane appesi, senza dire niente, ma non è un silenzio vuoto, è denso, è pieno. Siamo talmente schiavi delle parole: ci nascondiamo dietro di esse, diamo loro un significato diverso che ci rende freintendibili, spesso sono solo delle etichette, senza che ci curiamo più di tanto di verificare che cosa ci sia effetiivamente dietro.
Le parole sono ciò che ci permette di comunicare, ma spesso diventano un limite, spesso non ce n'è bisogno e quando non ce n'è bisogno e si è al telefono, viene da chiedersi perché. Forse perché si è stanchi di sentire le stesse parole? O forse perché c'è voglia di dire di più, ma si sa bene che non cambierebbe niente? Forse si vorrebbe non dover ricorrere alle parole per un bisogno di reale vicinanza?

lunedì 19 gennaio 2009

COMPORTAMENTI ANIMALI

Spesso ci troviamo coinvolti in fatti più grandi di noi, episodi che non sappiamo gestire, ci troviamo smarriti, indifesi, pieni di sensi di colpa. Ma poi, a ben guardare, siamo noi stessi ad aver provocato certe situazioni, certe reazioni e non vogliamo ammetterlo, perché significherebbe assumersene la responsabilità. Arriviamo a certi punti perché non vogliamo guardare in faccia la realtà, perché non vogliamo andare in fondo alle cose, perché pensiamo che se facciamo finta di non vederli i problemi spariscono.
Qualche tempo fa avevo un gatto, che per nascondersi metteva la testa dientro la tenda, e, anche se il resto del corpo era completamente visibile, pensava di essere invisibile ai miei occhi. Così fanno gli struzzi, emblema per eccellenza del nascondere la testa sotto la sabbia. Anche noi siamo animali, in fondo, e ne ripetiamo gli stessi comportamenti, però da esseri intelligenti quali ci riteniamo di essere mi chiedo perché sia così difficile guardare in faccia la realtà.
Perché è dolorosa, lo so, ma perché non prendere il coraggio di mandarlo via questo dolore? Perché ripetere gli stessi comportamenti che non ci portano da nessuna parte? Perché vogliamo continuare a lamentarci e ad essere compatiti? E che cosa c'è di dignitoso in questo? Vogliamo ricevere amore o suscitare istinti materni? Quando ci daremo una svegliata tutti quanti?

giovedì 15 gennaio 2009

PRECONCETTI

Ultimamente ci sono stati vari episodi che mi hanno allontanato da qualche amica e ieri sera c'è stata l'ennesima delusione. Io non mi aspetto niente, ma è triste essere smentiti quando credi di conoscere una persona. In realtà l'episodio è davvro una sciocchezza, ma nasconde dietro ben altro, un certo modo di pensare duro a morire, il sentirsi superori o perlomeno diversi dagli altri solo per il fatto di avere un figlio.
La mia amica ha avuto una bambina con un tipo (per me odioso) separato e con un'altra figlia a carico. Parlando di un'altra nostra comune amica sposata, invece di chiedere come sta, mi ha chiesto se c'erano novità e se col marito avessero figli in programma. Ma bisogna per forza volere dei figli? Mi fa quasi sorridere pensare quanto sia ridicola per il fatto che lei stessa non rientra negli schemi preconcetti della società non essendo sposata e che, con la sua tanto decantata religiosità, sta con uno che non ha tenuto fede ad un giuramento e quando hanno iniziato a stare insieme era ancora sposato e glielo aveva anche nascosto.
Perché le persone non riescono ad uscire da certi schemi mentali, nonostante le loro stesse vite non rientrino in tali schemi? Perché ci sono delle scelte obbligate da prendere? Perché a volte parliamo come pappagalli?

lunedì 12 gennaio 2009

FIDUCIA

La fiducia in un rapporto deve essere alla base di tutto, perché senza di essa non si può aprirsi agli altri, nè si può ricevere. Certo, è un rischio fidarsi, perché potremmo essere colpiti quando non ce l'aspettiamo, ma l'idea di soffrire è per me meno pesante del rinchiudere i miei sentimenti.
Certo, la fiducia va conquistata e non va delusa e se una persona ti lascia la sua bisogna stare bene attenti a non sfruttarla, a non approfittarsene. Ma quando avevi messo in chiaro mille volte i tuoi dubbi e ti era stato chiesto di metterli da parte e di aver fiducia e tu l'avevi fatto, senza più chiedere niente, e questa fiducia concessa viene nuovamente disattesa, come bisogna comportarsi? Il dolore è ancora più grande e viene da chiedersi: quante volte ancora succederà? Voglio ancora permettere che mi si faccia del male? Come posso ancora credere in questa persona?