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You are a beautiful princess with great strength of character.
Wonder Woman
94%
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90%
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80%
Superman
80%
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75%
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70%
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25%

DEDICATO AGLI UOMINI

MENO PISELLO E PIU' PALLE

Coda di paglia?

IN QUELLO CHE SCRIVO CI SONO RIFERIMENTI A PERSONE REALMENTE CONOSCIUTE,
SE VI SENTITE CHIAMATI IN CAUSA, AFFARI VOSTRI, MA FORSE PARLAVO DI QUALCUN ALTRO...


Perché è così difficile assumersi le responsabilità?

martedì 20 ottobre 2009

PROFONDITA'

Essere accettati per quello che siamo è facile, in fondo lo fanno i nostri amici, i nostri genitori, le persone che ci stanno vicino in genere, ma amare ed essere amati è completamente un'altra cosa, perché entrambe significano mettersi in gioco totalmente, rischiare di soffrire, entrare in sintonia profonda con un'altra persona e fidarsi completamente di essa.
Questo fa paura e non tutti sono in grado di affrontarlo tenendo a distanza i coinvolgimenti, tenendosi dentro le parole, rinnegando l'evidenza dei fatti. E' vero che chi ci ama ci accetta per come siamo, ma allora perché ci piace proprio quello che alla fine riventa motivo di rottura? Perché andare a fondo di noi stessi fa così paura? Cerchiamo chi ci possa completare, ma poi questa differenza ci fa scontrare continuamente e preferiamo rimanere in superficie dietro le nostre maschere per non affrontare la realtà.
Quando siamo amati, siamo in grado di amare allo stesso modo? Amare non vuol dire solo dare, ma anche saper ricevere i doni che ti offre un'altra persona, essere in grado di lasciarsi andare, di affidarsi a lei, senza che questo diventi una dipendenza, essere sempre due entità, ma in simbiosi. Qualcuno un giorno mi disse: essere come due alberi separati che uniscono i propri rami per intrecciare le loro vite.
Non si può volere qualcosa e poi rinnegarla quando l'abbiamo trovata, ma il problema sta proprio qui, come sempre: SAPERE CIO' CHE SI VUOLE.

2 commenti di chi passa di qui:

Anonimo ha detto...

"essere accettati per quello che siamo è facile". Mai sentita una banalità del genere. Se fosse vera questa affermazione il genere umano avrebbe risolto gran parte dei problemi derivanti dal razzismo e dall'intolleranza.. E' sufficiente vedere l'attuale andamento dei rapporti umani per confutare questo pensiero. Ma non sono proprio i nostri genitori e amici a non accettarci completamente ?? Con i loro futili tentativi di cambiare il nostro modo di essere, cercando di plasmarci a loro immagine e somiglianza oppure di uniformarci agli usi e costumi popolari. Con il tempo certo che si arriva all'accettazione, ma io più precisamente la definirei rassegnazione, ovvero un sentimento negativo e passivo. La vera differenza nei rapporti lo fa l'amore incondizionato che si prova verso un'altra persona, amandola e accettandola per tutte le sfumature del suo carattere. Perché in fondo i difetti non esiston ma solo modi di vivere personali. Dunque amare è anche questo e non completamente un'altra cosa come tu asserisci. Amare ti porta all'accettazione di quella persona ma in modo positivo e attivo. In amore c'è una legge primaria che va rispettata. La legge dello scambio energetico, in parole povere il saper dare e ricevere senza interruzione. Entrambe le azioni sono importanti per far si che il meccanismo dell'amore sia continuamente lubrificato ed efficiente. Il vero amore è paziente e lungimirante. Non tutti abbiamo gli stessi ritmi o tempi di innamoramento, nonché modi di esprimerlo. Sapere cosa si vuole con certezza nella vita è una benedizione ma spesso è una conquista, da ottenere vivendo le esperienze che la vita ci offre.

ME ha detto...

Stavo appunto mettendo l'accento sul fatto che amare vuol dire anche ricevere e se qualcuno non sa ricevere vuol dire che non sa amare, nascondendosi dietro ad una frase come "voglio essere accettato per quello che sono".
E' qui che sta la differenza.
Non sto cercando di dare lezioni, a solo di capire come ragionano le persone.

P.S. Come ho già specificato in precedenza, vorrei che le persone che commentano il mio blog avessero la simpatica abitudine di presentarsi, magari anche solo con un nick, una firma. Grazie.